Falconara. Una mostra dedicata a Fortunato Depero

Fortunato Depero

A Falconara Marittima, presso la sede espositiva del CART, Centro Documentazione per l’Arte Contemporanea, è in corso una mostra dedicata all’artista Fortunato Depero.

L’esposizione, in programma fino al 22 agosto, fa parte di una serie di eventi promossi dal CART con l’intento di celebrare il centenario della pubblicazione del manifesto della pittura futurista.

Non a caso il Centro ha recentemente realizzato altre due mostre incentrate rispettivamente su Osvaldo Licini e Sante Monachesi, due grandi artisti futuristi di origini marchigiane. Figura di spicco dell’Aeropittura, Monachesi è ricordato soprattutto per aver fondato nel 1932 a Macerata il “Movimento Futurista nelle Marche”.

Senza dubbio, comunque, l’esposizione intitolata “FuturDepero” costituisce il momento espositivo più alto del 2010.

Tra gli anni Dieci e Trenta i campi in cui il futurismo aveva dettato nuove leggi erano praticamente illimitati: dall’arte alla letteratura, dalla musica al teatro, dalla danza al cinema, dalla fotografia alle arti decorative, dall’architettura all’arredo.

Il tentativo di trasporre la vita nell’esperienza artistica e viceversa, unito alla concezione dell’esistenza come opera d’arte totale, si era tradotto nell’intenzione di ricostruire il mondo secondo la concezione futurista.

L’idea venne ben sviluppata nel 1915 allorché Giacomo Balla e Fortunato Depero firmarono insieme il Manifesto intitolato “La ricostruzione futurista dell’universo”. All’epoca Depero aveva circa trent’anni, Balla una cinquantina e entrambi possedevano una straordinaria capacità inventiva, come pure un’abilità tecnica che consentiva loro di spaziare liberamente nei campi più disparati. Con entusiasmo i due artisti nel manifesto dichiararono: “Noi futuristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente. Daremo scheletro e carne all’invisibile, all’impalpabile, all’imponderabile, all’impercettibile”.

Nell’ottica futurista oggetto della rappresentazione diviene l’opera che si apre all’ambiente tanto che la produzione artistica coinvolge ogni elemento del vivere quotidiano. Basti pensare alle stoffe, agli abiti, ai paraventi, ai tappeti, ai giocattoli e agli strumenti musicali.

In linea con ciò nel 1919 Depero fondò nella natale Rovereto la sua Casa d’Arte, un vero e proprio laboratorio, dove produsse arazzi, oggetti d’arredo, mobili, grafiche pubblicitarie preziose tra cui le copertine delle riviste “Vogue” e “Vanity Fair”.

Alla vista risulta molto piacevole l’insieme di geometrie e colori vivaci che caratterizzano le sue composizioni. Depero, inoltre, è conosciuto come l’instancabile montatore di robot meccanici che si prestano al racconto sia comico cabarettistico che cinematografico. La sua folla di automi è pronta a uscire fuori dalla superficie del quadro per invadere la scena teatrale o lo spazio dei cartelloni pubblicitari.

Le opere esposte a Falconara provengono dal Mart di Rovereto, in particolare dalla “Casa d’Arte Futurista Depero”, ormai divenuta una sede museale, ristrutturata e riaperta al pubblico nel gennaio 2009. Al fine di mostrare al meglio l’ampia operatività dell’artista trentino, oltre alle pitture, sono stati selezionati oggetti che spaziano dalla moda all’arredo, dalla pubblicità agli allestimenti teatrali. Le creazioni scelte, realizzate principalmente tra la metà degli anni Trenta e la metà dei Cinquanta, permettono di notare la vasta gamma di tecniche utilizzate.

Il CART, dunque, offre un’opportunità da non perdere per chi sappia apprezzare la personalissima interpretazione del Movimento Futurista firmata Fortunato Depero.

Lascia un Commento

Prima di inserire il tuo commento verifica che sia attinente all'articolo e non abbia fini pubblicitari.
Tutti i commenti sono preventivamente moderati dalla nostra redazione.