Racconto in versi del poeta Giarmando Dimarti per Andrea Crostelli
Scritto da Giarmando Dimarti il 6 dicembre 2009
Il poeta Giarmando Dimarti dedica un omaggio in versi all’artista e poeta Andrea Crostelli, riguardante la passione di quest’ultimo per i mari di Melville.
per Andrea Crostelli
(quasi una sarabanda)
il Melville dei marioceani
ho incrociato
se mai sogno è agguato
in rotte nascoste a sestanti e carte nautiche
nelle latitudini ondivaghe delle notti marine
tra radici di stelle e la febbre profetica
della lontananza
e incredulo
con voglie estenuanti di rive
ho seguito con la vela cieca del cuore
i suoi prodigi di alchimie longitudinali
il Melville dei marioceani
sgrana acque lucide di stelle
con una polena tutelare crocefissa di silenzi
il suo solco veloce non ha prode
scorre come un cilicio sanguigno e il dolore sparso
della ragione
ogni abisso con abilità natatoria segue
le sue traverse spartizioni agguerrite
al pennone i venti riconducono le rive imbizzarrite
quando con un suono bucato
la linea del bompresso semina esistenze
numerose di stagioni e casacche alamarate
il Melville dei marioceani
ha una sete d’ombre da corrompere il grano
nel cavo oscuro della terra
ed un cuore sbrigliato come un arcolaio silenzioso
che muove giorni e piogge
ed una conchiglia dentro calendari naufraghi
quando le onde suonano brillii di campane
e il sole spoglia il cielo dei suoi innumeri astri
i fiori delle acque scapigliati hanno palpiti nuovi
alle punte della sua feluca dorata
con gli spruzzi incensi delle nuvole a picco
su i suoi occhi freschi e bonari di moby dick
il suo respiro è quello grande del mare
il suo pensiero ha le ali tempestose dell’albatros
la sua fronte maschera dune inondate e nidi sboccati
di pulcinelle con un frastuono di bonacce
la sua bocca cuce parole fluttuanti su sentieri stracciati
il suo cuore, oh il suo cuore sonoro, ha il richiamo dell’anima
prima di ogni nascita
sei tu il tempo affondato che sillaba
giorni in scomposizioni segrete? sei tu
la luce fermenta che incendia il formicaio delle stelle?
sei tu il guardiano segreto dei jiburilli
angeli nuovi di zecca delle acque tumefatte? sei tu
l’atroce che scandaglia lo sprofondo per ricondurlo al sonoro della luce?
sei tu il segno aurorale degli abissi appena socchiusi?
sei tu la misura del passaggio illimite?
mi hai colato dentro le tue cere inquiete trasparenti
il codice che accende ogni luce anche quella del dolore
le scotte tessute di canape imberbi
tese a bordare vele travagliate sulle fuggite
linee di sospesi galleggiamenti
i fervori sgroppati di uccelli marinari e pesci celieri
dammi i tuoi lampi di colore le tue tracce
minerali il vischio malefico dei tuoi occhi
spalancati al grecale che arrampica la fredda bora
le mille bocche ingoiate dal turbinio visionario
il tuo illusionismo pescecane i tuoi tentacoli di faro
razziatori di notti dopo la luna
Melville dei marioceani
esondami dentro
con la superba onda sgranata dei reef oceanici
la tua inesausta magia affondata
il tuo equoreo eden frammentato tra misura e caos
perché io viva irrisolto come un condannato
Giarmando Dimarti
2 commenti
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versi di grande freschezza e ricchezza, questi dedicati al mio caro amico pittore-poeta Andrea – dove pare di vivere immersi nel sommesso mormorìo del mare.
Un plauso e un saluto, Felice
Ciò che distingue il verìdico cantore di carme sacrale
mecenate di coscienze,
dal verboso armigero dei righi illusionista delle viscere
è l’arte raffinata di racchiudere
la poesia in un numero esiguo di versi
conciliando rafforzata
la capacità di spillare
potenti getti emozionali.
Chi conosce il Crostelli poeta e pittore
sa bene ch’esso
non necessita nemmeno di questo “defìcere”..
è la sua stessa percettibile aura
ad emanare l’arte sacra ed appagante
delle anime “notabili” (e che va aldilà di ogni magniloquente opera).