Ipazia: vita e sogni di una scienziata del IV secolo
Scritto da Giuliana Poli il 7 dicembre 2009
Ad Ascoli, presso la Biblioteca “Ugo Toria” è stato recentemente presentato un libro su Ipazia, una grande donna dell’antichità capace di pensare e di agire.
L’Antica Luce d’Ipazia continua a illuminare il nostro cammino e far battere i nostri cuori, lo dimostra il folto pubblico di donne che Sabato 28 novembre 2009 presso l’Istituto di Storia Contemporanea di Ascoli Piceno “Ugo Toria” ha partecipato alla presentazione del libro di Adriano Petta e Antonio Colavito dal titolo Ipazia, Vita e sogni di una scienziata del IV secolo, La Lepre Edizioni, € 22.00, pagg. 329, con prefazione di Margherita Hack. La figura d’Ipazia (370÷415 d.C.) seppur presente nelle opere di Pierre de Fermat, Chateaubriand, Voltaire, Proust, Toland, Fielding, Diderot, Gibbon, Wieland, Péguy, Leopardi, Monti, Pascal, Luzi, Calvino ed altri, è una figura sconosciuta alla moltitudine.
Chi deteneva il potere fece di tutto per far sparire le sue tracce, il suo pensiero. Ma Ipazia “fu una donna di tale levatura morale e culturale, che questo progetto è fallito”…Come ha affermato l’Autore Petta, Ipazia fu filosofa, matematica, astronoma, astrologa, antesignana della scienza sperimentale, ultima Grande iniziata ai Misteri. Insieme a suo padre, il matematico Teone, operava nella biblioteca di Alessandria d’Egitto, dove era custodito il Sapere dell’umanità. Ma su di Lei si abbatté la più grossa delle sventure: l’ascesa al potere della Chiesa Cattolica e lo “scellerato patto di sangue” stipulato con l’impero romano agonizzante. Con un editto dopo l’altro, gli imperatori romani misero fine alla libertà di pensiero tipica del mondo ellenistico. Attraverso la prevaricazione e conflitto in nome di nuove verità rivelate, portarono l’uomo a regredire indietro di millenni, perchè furono bruciate le biblioteche di Alessandria, Atene, Pella, Antiochia, Efeso. Solo lei Ipazia, attraverso la sua scuola di filosofia “sfidò” con il suo lavoro i potenti Cirillo, Ambrogio, Agostino, continuando ad insegnare il sapere anche alla gente comune, ma nulla poté contro i tre grandi pilastri della Chiesa che ne ordinarono il massacro.
In occasione della presentazione, attraverso l’accorato racconto dell’autore e la sinergia delle parole lette con intensità e fascino dall’attrice Veronica Barelli che ha recitato dei brani tratti dall’opera, abbiamo rivissuto la storia di questa donna bellissima e vera luce di sapienza femminile. Figura dell’antichità, che dopo millenni continua ad emanare luce e forza e soprattutto sta rinascendo a nuova vita, perché il clamoroso successo di questo libro, l’interesse che sta suscitando questa grande Sacerdotessa del passato, significano che abbiamo ancora bisogno di lei, del suo esempio d’intelligenza e di bellezza, del suo grido di libertà contro ogni forma di sopraffazione culturale e di fondamentalismo religioso e non possiamo che constatare che dopo 1600 anni fa ancora paura. Il regista Amenabar ha realizzato su di lei un film “Agora” uscito su tutte le sale europee tranne che in Italia. Due giovani universitari italiani in totale autonomia, subito dopo aver letto sui giornali che il film non sarebbe stato proiettato nel nostro paese, hanno creato una petitiononline che attualmente ha raggiunto 5000 adesioni, ma nonostante ciò ha affermato lo stesso Petta che il film per il momento non raggiungerà le nostre sale cinematografiche.
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