“Nel segno della Croce”, arte e spiritualità in pellegrinaggio
Scritto da Simona del Gran Mastro il 25 settembre 2010
Da ottobre a febbraio, in una mostra itinerante, le Chiese e Cattedrali di Lucrezia, Fano, Pesaro e Urbino ospiteranno i Crocifissi di Patrizio Ambrosini e Walter Angelici
Un pellegrinaggio per le terre della marca, allo scopo di riallacciare un rapporto tra arte e fede: è questo l’intento di Francesco Maria Acquabona, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali; Francesco Marinelli, vescovo di Urbino e Armando Trasarti, vescovo di Fano, curatori della mostra “Nel segno della Croce”, una esposizione di due “pale gemelle” aventi per soggetto la Crocifissione. Autori delle opere, entrambi di notevoli dimensioni, Patrizio Ambrosini e Walter Angelici. Con la Banca Popolare Valconca come ente promotore, il pellegrinaggio si svolgerà da ottobre a febbraio.
Pur non essendo nuovi a trattare temi sacri, i due autori hanno ritenuto necessario tentare un riavvicinamento del linguaggio dell’arte al mondo religioso.
Le due Crocifissioni, affini nello scopo, sono lontane dal punto di vista tecnico, stilistico e cromatico. “Il Crocifisso di Patrizio Ambrosini”, commenta suor Maria Gloria Riva, “è un Cristo dai lineamenti delicati, dalle forme rinascimentali, eppure sodo, maschile, uno di noi… La croce si staglia in un impasto di colori e sfumature che, dal viola del lato sinistro della tela salgono la scala cromatica fino all’arancio solare dell’angolo alto sinistro. Ma la fonte luminosa è Lui: il Cristo”.
Del dipinto dell’Angelici, suor Maria Riva dice: “Il suo stile elegante ed essenziale indaga dentro le sofferenze del Salvatore con la sensibilità che gli è propria. Il mondo, lo sfondo della tela, è tutto insanguinato. Fiumi di sangue, come lava, corrono sul globo terreste, l’unico a non esserne contaminato è il corpo del Cristo. Il Cristo dell’Angelici non è tanto da contemplare, lo sentiamo piuttosto sulla pelle: è uno scroscio, ci investe, si dona a noi totalmente”.
L’itinerario della mostra-pellegrinaggio si snoderà in cinque sedi: da domenica 3 a domenica 10 ottobre, le pale saranno ospitate a Lucrezia presso la Chiesa Parrocchiale; si sposteranno poi alla Chiesa S. Giovanni Battista di Pesaro, dove resteranno da domenica 17 ottobre a domenica 7 novembre; dal 14 al 28 novembre sarà la Cattedrale di Fano a ospitarle; mentre dal 23 gennaio al 13 febbraio saranno in mostra presso la Cattedrale di Urbino.
Sabato 25 settembre alle ore 11.00, presso la nuova filiale della Banca Popolare Valconca di Lucrezia, avrà luogo la presentazione inaugurale dei due dipinti.
L’ingresso alle mostre è libero e seguirà gli orari di apertura delle Chiese.
Scrive Acquabona nel suo saggio critico alla mostra: “Il Cristo confitto sulla croce è immagine violenta, dolore senza veli. Da sempre suscita inquietudini e perfino avversione, ma sempre pone domande fondamentali e intercetta riflessioni e reazioni che nascono dalla speranza o dalla disperazione dell’uomo. Per questa sua forza tragica, oltre che per essere immagine e simbolo del cristianesimo, è diventato universalmente icona della sofferenza umana e dell’amore portato al suo estremo; comunque provocazione rivolta all’uomo nel suo bisogno di liberazione e di realizzazione di sé…. Nella prospettiva del rilancio del rapporto tra arte e fede, è quanto mai necessario che l’incontro tra i due ambiti avvenga nel reciproco rispetto dei rispettivi valori….Occorre un lunghissimo processo di riavvicinamento perché i linguaggi dell’arte si affinino in direzione del sacro…. quando si propone il tema del Crocifisso, infatti, l’interesse di molti artisti si dimostra vivo e in attesa di occasioni che aiutino a tradurlo in una concreta ricerca di rappresentazione”.
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