“Il futuro è già passato?” Giulio Troli intervista sette coetanei
Scritto da Simona del Gran Mastro il 31 ottobre 2010
“Il futuro è già passato” di Giulio Troli è stato uno dei migliori corti in lista nella prima edizione del Movie 2.0 Festival su LBtelevision
Come tanti piccoli blocchi colorati del tetris che, precipitando dall’alto vengono posizionati in modo da formare righe orizzontali senza interruzioni, così si sentono i giovani, costretti alla ricerca di uno spazio nella società.
Terminata la scuola superiore, posti di fronte alla grande scelta di quale strada imboccare, i ragazzi esprimono la loro paura, consapevoli che quella decisione determinerà il loro futuro.
È proprio il futuro, il lavoro, l’università, le aspettative, le speranze e i sogni, alcuni degli argomenti su cui sono stati interrogati Marco, Luca, Andrea, Simone, Giulia, Marco e Dzenita, sette diciannovenni in partenza per l’università. Le interviste fanno parte di un cortometraggio scritto e diretto da Giulio Troli, con la collaborazione di Marco Vitangeli, tecnico suono; Rinaldo Agostini, intervistatore; Donatella D’Annibale, backstage reporter.
Il corto, dal titolo “Il futuro è già passato”, ha partecipato alla prima edizione del Movie 2.0 Festival, concorso internazionale per film, cortometraggi e produzioni audiovisive rivolte a sistemi di videotelefonia e indetto dall’Associazione turistica Pro Loco di San Benedetto e Lamantino Brothers. Il video di Giulio Troli è stato in concorso, secondo classificato, insieme ad altri undici e sottoposto alla votazione degli utenti di http://www.lbtelevision.it/.
“Siamo uomini in cerca di noi stessi”, dice il protagonista, “siamo oramai giunti alla fermata decisiva, dobbiamo salire su un autobus dal quale non potremo più scendere, se non alla nostra fermata, se mai ce ne sarà una, se mai arriverà l’autobus! Ma che ne pensano gli altri?”
Cos’è per te la libertà? Ti senti libero?
Ti sei mai sentito schiavo di qualcosa?
Dio esiste? Cos’è la religione?
Pensi alla vecchiaia? Ti spaventa?
Quali consideri valori ideali e imprescindibili?
Cosa pensi del lavoro, della politica, del denaro, dell’inquinamento, dell’omosessualità, degli extracomunitari, del fumo, della scuola, del sesso, dell’amore?
Come ti vedi nel futuro? Quali sono i tuoi sogni?
Queste, in generale, le domande a cui hanno risposto gli intervistati, regalando uno spaccato della visione del mondo e del modo di pensare dei giovani nel 2010. Alcune risposte sono decisamente preoccupanti: “La libertà non esiste, non fa parte di questo mondo”, “Siamo schiavi della società, del sistema, del conformismo”, “La politica è solo uno schifo, è mafia”, “La scuola è una pagliacciata, manca di stimoli”, “L’amore vero è una trovata commerciale”, “Il futuro non so come sarà, ne ho paura”.
È evidente che molto ha influito la crisi, sia economica, che culturale, che politica, che etica, sul modo di pensare dei giovani, ma, nonostante tutto, non viene meno il loro ottimismo, forse l’incoscienza, che fa dire loro: “Fuori dall’università mi aspetto un mondo senza privilegi, dove tutti possono aiutarsi reciprocamente”, “Il mio sogno è avere una famiglia, un lavoro che mi piace, una casa … vivere, non sopravvivere”, “Credo nella lealtà, nell’amicizia e nel vero amore, quello che si costruisce in due”, “La vecchiaia non mi spaventa, ci penso, ma la vedo lontana”.
Forse, vuoi per il particolare periodo storico che si sta vivendo, vuoi per un decorso naturale delle cose, i giovani hanno un po’ perso la stuzzicante magia del sogno e l’intrigante attesa del desiderio, forse sono venuti meno gli ideali, sono cambiati i valori, sta di fatto che i giovani del XX secolo non hanno una visione troppo rosea del loro futuro; che il futuro sia realmente già passato?
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