Werther Project, fiction teatrale su un’idea di Sonia Antinori
Scritto da Simona del Gran Mastro il 26 dicembre 2009
Il 30 dicembre 2009 è il termine ultimo per iscriversi alla fiction teatrale Werther Project, ideata da Sonia Antinori, pluripremiata esponente della drammaturgia italiana contemporanea. Ancora pochi giorni a disposizione per entrare a far parte del gruppo di “attori-spettatori” che si cimenterà nella trasposizione odierna del romanzo epistolare “I dolori del giovane Werther” di Johann Wolfgang Goethe. Requisiti imprescindibili al momento dell’iscrizione al progetto sono: un numero di cellulare e un indirizzo mail.
Gli iscritti al progetto formeranno una community il cui compito sarà quello di trasformare le lettere che il Werther di Goethe scriveva al suo amico Guglielmo raccontandogli del suo sfortunato amore, nei mezzi di comunicazione attuali. Che altro potrebbe utilizzare un giovane Werther del XXI secolo se non sms e mail?
Al momento dell’iscrizione, che può avvenire o rivolgendosi alla biglietteria del Teatro G. B. Pergolesi di Jesi (tel. 0731 206888), o all’Amat (tel. 071 2072439), saranno richiesti il numero di cellulare e l’indirizzo di posta elettronica.
L’ideatrice del progetto, Sonia Antinori, ha cercato di stabilire un filo conduttore che leghi il romanzo epistolare di Goethe con i mezzi tecnologici odierni. Gli iscritti al Werther Project assisteranno da spettatori e influenzeranno da protagonisti il viaggio introspettivo del cinico e disperato Werther contemporaneo, che invece di innamorarsi di Lotte, verrà annullato dal suo amore per un’immigrata africana. Il ruolo di Guglielmo, l’amico e confidente, sarà affidato a ogni singolo spettatore della community, coinvolto in una specie di gioco di ruolo. Il linguaggio frammentato con cui Goethe fa esprimere al suo protagonista l’amore tormentato che lo divora, in questa trasposizione moderna, viene sostituito dal linguaggio rotto usato per gli sms e le mail.
Tre rappresentazioni teatrali andranno a chiudere l’originale progetto: la prima nazionale si terrà il 27 marzo 2010 presso il Teatro Valeria Moriconi di Jesi, le altre date saranno il 28 marzo al Teatro Comunale di Montecarotto e il 31 marzo al Teatro La Vittoria di Ostra. Le rappresentazioni concluderanno anche il laboratorio teatrale che Sonia Antinori sta dirigendo e che, apertosi a ottobre 2009, si concluderà il prossimo marzo. Al laboratorio hanno preso parte attori africani non professionisti.
Il Werther Project nasce dalla collaborazione di MALTE con Cohabitat, Assessorato alla Cultura della Provincia di Ancona, in coproduzione con Scompagina 3 e con il sostegno di Fondazione Pergolesi Spontini, Centro Valeria Moriconi, AMAT, Assessorato all’Integrazione del Comune di Jesi, Assessorati alla Cultura dei Comuni di Maiolati Spontini, Ostra e Staffolo, CIS, Loccioni.
Oltre all’ideazione e direzione di Sonia Antinori, il progetto si avvale della valida collaborazione di Stefania Scuppa in qualità di mediatrice interculturale con i partecipanti; Fausto Caroli, Lucia Mascino e Fiorenza Montanari, i curatori del training attorale; Ciryelle Ahounan, Ruddi Amon, Magaye Cisse, Agnes Faye, Christiane Oumy Sene, Dramane Sylla, Mamadou Sylla, Dominique Tshisende, Nsima A. Udo-Umoren, gli attori; Stefania Cempini, la costumista, Francesco Dell’Elba, l’addetto al disegno luci.
Gli interrogativi che hanno mosso la sua ideatrice alla realizzazione del progetto, riguardano il cambiamento dei rapporti umani all’interno di una società tecnologica e multietnica: Esiste ancora l’amore come senso di struggimento e tensione e l’amicizia come comunione tra due anime, o sono solo temi che vanno a riempire le pagine dei libri? È realtà quello che dicono i sociologi e cioè che stiamo vivendo in un’epoca arida e disincantata dove le relazioni umane si adattano alle regole del mercato? Esiste l’amore impossibile oggi?
Il Werther Project sembra avere tutte le carte in regola per innescare un’efficace riflessione sulla società moderna e sul pericolo che si sta correndo di dimenticare la bellezza del sentire, del provare, del gustare e del vivere.
Lascia un Commento