Riscoprire i libri grazie alla biblioteca di Potenza Picena

Biblioteca popolare, ovvero la dispensa dei biscotti di carta.

Benvenuti! …in biblioteca. È da tempo che mi trovo bene poiché vedo spesso tante persone, curiose, prendere quei beni posti alle pareti (come questi vocaboli colti dai vostri occhi od orecchi) e portarseli a casa come fossero parte di loro, alla maniera di un bimbo in spiaggia: trova un sasso, il sasso e dopo averlo lodato lo dona come un tesoro da spartire. Aspettate, vi faccio un particolare:

certo il disegno non è granché ma la luce sta scomparendo e ho bisogno della candela…

Penso la biblioteca come a qualcosa di domestico, una serie di mensole su cui poggiare libri, bicchieri, manuali, foto in cornice e daccapo altri libri… in fondo è nata così, nell’antichità, la biblioteca, come una raccolta di manoscritti, qualcosa di caro da custodire, da offrire al visitatore, a chi veniva a ricercare. Camere delle meraviglie cartacee! Così, d’un tratto, arriva chi si interessa di un vino marchigiano o dell’evento locale, chi vuol leggere un bestseller americano o un annuncio di lavoro o consultare un catalogo di Giacomelli o prender in prestito un dvd. Più che un deposito, dal senso etimologico, oggi la biblioteca è soprattutto una dispensa, la dispensa dei biscotti di carta stagnola. Le parole vengono assaporate, i baci tra adolescenti, anche se inconsapevoli, sanno di definizioni scritte.

– Hai le poesie della Merini? – – Vorrei una bella storia d’amore! – – Vorrei un libro… –
– Sei nel posto giusto –

La biblioteca esiste solo se popolata da chi chiede, da occhi e mani avide di annusare tra gli scaffali.

La bellezza delle biblioteche piccole è che tutto è alla portata (magari ci fossero in ogni borgata), entri e sei abbracciato dalle copertine, le pupille si colmano di titoli, le dita affondano nei corpi, magari finisce tutto lì, non c’è quel piacevole perdersi in quel labirinto di polvere (costante indice di scelte) e facciate della biblioteca grande, anche se a volte è un abbandonarsi fine a se stesso.

La biblioteca vive di pregiudizi, di condanne a leggere ogni anno i “Promessi Sposi”. Non se ne esce senza la chiave della memoria.

La visita, il saluto, l’affetto degli utenti interpellati per nome ancor prima d’esser definiti lettori o studentesse, è ciò che succede alla Biblioteca civica di MonteSanto: sali, accedi e c’è chi ti conduce per le mai abbastanza stanze battezzate per età e per poesia, verso la propria opzione. La democrazia è di casa. E pure la biblioteca è desiderata: portare libri acquistati da poco e vederne uno all’istante in prestito a una donna che “capitava” per caso… le parole escono da quell’opera dritte al cuore della giovane, come le sue dita che si imprimono nelle impronte lasciate da me quando ho consegnato il libro predestinato. Un libro non finisce mai d’essere letto se piace (e ognuno ha senso se letto), anche quando lo si riporta in biblioteca (alcuni scordano di restituirlo per pigrizia dovuta e quanti invece rileggono più volte lo stesso testo) e ritorna al suo posto, nello scaffale, se un’espressione, anche una sola resta in testa la missione è fatta.

Allora molti sono i modi per promuover la lettura, forse il principale è contare una storia a chi cammina da poco, a chi ancora si stupisce di una sirena, a chi perfino scambia i risguardi per succulenti savoiardi e giù il ricordo dei denti nei risvolti di copertina (santi libri cartonati). Le letture animate sono il naturale fine del nostro ente. Si cresce insieme sfogliando fino alle lacrime. Il rimprovero di un genitore perché gli tocca leggere la sera favole: questo è il nostro dolce supplizio. Le letture condivise: un gruppo che viene a leggere insieme un’avventura, un paragrafo ciascuno… e anche lo svogliato finirà un libro: questo è il nostro mondo, di parole che lasciano il segno…

…a volte quando la sera scende e ogni anima viva è rintanata a casa anche il tempo si addormenta qui in biblioteca, e anch’io metto sotto la testa il Tesoretto e buonanotte…

Nota
Monte Santo era il nome che aveva il paese di Potenza Picena (Mc) prima dell’unità d’Italia. “Biblioteca civica di Monte Santo” è la Biblioteca comunale “Carlo Cenerelli Campana” di Potenza Picena (Mc).

2 commenti

  • Cinzia scrive:

    Caro Roberto,

    io sono già stata in quell’incantevole luogo, da te e Laura così curato, un presidio di Cultura in tanto grigiore, il vostro immutato entusiasmo tra tante difficoltà vi fa onore, continuate a coltivare idee, iniziative, talenti e volumi (libri, riviste, voci, che siano sussurri o risate).

    Invito tutti coloro che cercano un caldo guscio di umana poetica resilienza e fare una visita, breve o lunga che sia ne rimarrete di certo colpiti come è capitato a me la prima volta che ho spinto la vecchia porta e sono entrata. Capitarci è facile è un luogo molto conosciuto in paese, chiedete a qualsiasi passante…

    Saluti e buon lavoro

    Cinzia (utente grata)

  • Gian Paolo Grattarola scrive:

    Caro Roberto,
    che piacere poter leggere di persone che come me avvertono la non comune passione di vivere immersi tra i libri.
    E che traggono diletto dal trovare reciproche corrispondenze.
    Ti ringrazio di avercene resi partecipi.
    La prima volta che tornerò a Potenza Picena non mancherò di fare un salto a salutarti.

    Un caro abbraccio
    Gian Paolo Grattarola

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