Una poesia galleggiante di Giarmando Dimarti

Nella sua lingua ricreata, un po’ proveniente dal passato e un po’ dal futuro, una poesia dedicata dal poeta Giarmando Dimarti all’acqua di una piscina come fosse un oceano.

fasciame di nave
carena del cielo
acqua pozza cristalla
vetriera luce
sole mariniero

fabula la quercia
mentre vasco
poverato l’abisso
muto il tuo pensiero
nella raffa

ritma la eco
frange flutto amico
il braccio che arrampica
senz’erta
il confino finito

s’ingaia il tuo silìre
a l’incontro che mescola
e l’umano raguna
senza barriere
ne la ‘bilitanza

m’invero io
ne lo tuo bruire
incuoro in tuo cuore
veno mia vena
co’ lo tuo sapore

ingioio breve
de la tua fragranza

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