100 intellettuali per le Marche: 100 pensieri, 100 suggestioni, 100 idee

Nelle giornate del 16 e 17 gennaio 2010, presso l’Hotel Monte Conero di Ancona, si confronteranno 100 intellettuali su cultura, paesaggio, economia e società.

Francesco Guccini e Paolo Sorcinelli, Maria Lenti e Giovanni Allevi, Lucilio Santoni e Tonino Guerra, Eugenio De Signoribus e Gino Troli, Davide Rondoni e Neri Marcorè, Vittorio Sgarbi e Hans Kammer, Massimo Canalini e Alfredo Luzi, Mario Bartocci e Giuseppe Roma, Laura Boldrini e Velia Papa. Questi solo alcuni dei 100 intellettuali che sabato 16 e domenica 17 gennaio si incontreranno presso l’Hotel Monte Conero di Ancona per confrontarsi su tematiche quali cultura, paesaggio, economia e società.

Per conto della Regione Marche, l’Assessore alla Cultura del Comune di Jesi e Presidente della Casa Editrice anconetana Affinità Elettive, Valentina Conti, ha coordinato questo progetto affinché uomini e donne di cultura marchigiani, o legati alla nostra regione, possano con le loro voci riempire il periodo di “grande silenzio” che si sta vivendo, dovuto al divario sempre maggiore tra cultura e politica a favore di un dibattito politico ormai ridotto a vuoto chiacchiericcio e ingiurioso confronto.

I lavori si apriranno sabato mattina alle 10.00 e si chiuderanno domenica alle 13.00. Saranno allestite quattro tavole rotonde in cui si affronteranno quattro tematiche diverse, ma aventi unico scopo: ripristinare il fascino del maitre à penser, protagonista per ben tre secoli della storia politica europea.

Oltre a dibattere sulla solitudine intellettuale che ha colpito l’intera nazione, gli intellettuali intervenuti si focalizzeranno sulla nostra regione per cercare di trovare il modo in cui fermare la scomparsa delle identità locali, risucchiate dalle culture globali. I 100 intervenuti verranno coinvolti in un avvio di recupero della “residenza” (per usare una definizione di Scataglini) marchigiana. Non si parla quindi di identità, perché tale termine connota una dimensione troppo ristretta, chiusa e gretta, ma di “residenza” appunto, che spalma nel tempo e nello spazio gli elementi culturali che contraddistinguono la nostra regione.

L’idea base dell’organizzatrice del progetto è quella di portare finalmente gli intellettuali legati alle Marche a parlare di cultura marchigiana perché “è bisogno rimuovere gl’impedimenti e le alterazioni che sono nei nostri occhi e nel nostro intelletto…” (Giacomo Leopardi); di paesaggio marchigiano perché “Così benedetta da Dio di bellezza, di varietà, di libertà, tra questo digradare di monti che difendono, tra questo distendersi di mari che abbracciano, tra questo sorgere di colli che salutano, tra questa apertura di valli che sorridono…” (Giosuè Carducci); di economia culturale marchigiana perché è essa “una candela che si consuma sull’altare del santuario; quando sarà finita la cera, l’ultimo stoppino darà fuoco al candeliere, che è di legno tarlato” (S. Anselmi) e di società marchigiana perché è “un’isola di poesia nel cuore dell’Italia” (Carlo Bo).

100 pensieri per le Marche, 100 suggestioni, 100 idee: uno slogan per un confronto aperto che sprigioni un processo creativo, per un libero allargamento alle possibilità del reale, per una costruzione di una mitologia marchigiana e per una rilettura del territorio come luogo dell’anima.

2 commenti

  • felicetta correani scrive:

    Scoperto per caso questo sito, in questa piazza, nella quale transito da poco, e faccio fatica a percepirmi. Non so se è la terra che ho lasciato o la nostalgia che mi prende, tutte le volte che vedo scritto “Marche, Marcorè”,ma mi sento un pezzetto di questi paesaggi,di questa gente di questa cultura contadina di mia nonna, di questa semplicità, incertezza, di questo pessimismo “realistico” di Giacomo….Mi piace….Occorre un convegno congiunto con 100 contadini illuminati…. Sono contentissima di essere nata in questa nostra regione ricca-povera. Felicetta

  • LINO PRIMUCCI scrive:

    Gentili signori.. leggo che “non si può dare una risposta..” , che “..è un punto di partenza..” che ” lo scollamento della società..”.. insomma dietro i soliti idealismi e le apparenti buone intenzioni, propagandate a spese comuni, si tenta di mantenere chiuso il circolo intellettuale e null’ altro ! Gli intellettuali, come i politici, devono alzarsi dalla poltroa del salotto, fare esperienza sul campo di battaglia della sopravvivenza, della giustizia, ovvero dell’ ingiustizia.. Occorre un convegno congiunto con 100 contadini illuminati che riportino gli intellettuali a cercare la validità della filosofia epicurea mentre invece assistiamo impotenti ad “Epicuri de grege porcum”.. Gli intellettuali non devono esimersi dalla vita vissuta, altrimenti descriveranno sempre il dolore virtuale, le passioni virtuali, l’amore virtuale, la giustizia virtale.. salvo a ravvedersi quando vengono estromessi dal tempio da qualche populista di turno.. Cordialmente

    LINO PRIMUCCI del 28 gennaio 2010

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