Manuel Cohen, un poema per le Marche

L’amico poeta Manuel Cohen mi ha mandato in lettura le sue “Cartoline di Marca – (Istantanee per una Koiné?)”. Scritte tra il 2005 e il 2009, rappresentano la dolce dichiarazione d’amore per una terra sentita come propria, pur vivendo egli una “perenne diaspora”.  

Le Marche come vera “residenza”, patria dell’essere. Questo dice Manuel Cohen nell’introduzione al poema. Perché di poema si tratta, a mio avviso; pur sezionato in tre parti: Entro dipinta gabbia, Marca plurale e Oltre la siepe.  

ci sono marche plurali, segnate 

dal fiume Foglia, dal Metauro, il Tronto, 

dal Catria, dal Carpegna, gli Appennini, 

il Nerone, il Cimone, i Sibillini, 

luoghi-limite, terre di confini 

toscani, umbri, romagnoli, aprutini, 

soglie singolari, città turrite, 

con feritoie sui mari, viste infinite 

Una elegia della geografia, potremmo dire: questi versi costituiscono una sorta di preludio a quello che mi verrebbe da chiamare canto generale delle Marche. Poi arrivano i nomi. Ercole Bellucci, Paolo Volponi, Franco Scataglini, giù giù fino ai contemporanei, fino ai giovani, quasi in un catalogo di fratelli silenziosi e di compagni assenti. Tutti convocati con forza e tenerezza. 


Paolo Volponi, foto da www.storiaolivetti.it

Sono giunto ai miei quasi quarant’anni 

senza terra, né radici. Diaspora 

forse è il senso che, anche per me, più vale. 

eppure, in questo Essere fuori luogo

da sempre, Le porte dell’Appennino

la lunga, sinuosa Marca adriatica, 

sono La Ginestra, El Sol, residenza, 

Segreta, Istmi, I luoghi persi, della neve L’esperienza… 

In attesa di poterlo leggere in-folio, mi piace segnalare in anteprima questo commovente canto generale delle Marche, “l’odiamata vendemmia marchigiana”, di Manuel Cohen.

Un commento

  • Salvatore Memeo scrive:

    Oggi sono ristorato poiché l’orticaria della notte è stata mitigata dalla poesia e dalla musica di ieri sera: hanno scomposto ogni forma di disagio fino ad esaltare il dolore delle persone care scomparse. Ora leggo e mi nutro di questi magnifici versi, assolati di trasparenza, sentimento, desiderio d’identità quale un vero poeta, nell’intimo della sua pace, culla la propria originalità ostentando la mitezza e l’amore per le sue origini.Complimenti!

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