Processo breve: solita storia, o forse peggio

Processo breve: c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi di antico.

“Non si avanzino proposte di legge che interessino una singola persona”.

No, non è il titolo di un giornale della sinistra. E non è neppure una frase di qualche esponente dell’opposizione all’attuale governo. È precisamente il Capo 1 della IX Tavola, appartenente alle Leggi delle XII Tavole, 2500 anni fa. Detto per inciso, tali Leggi (base dal Diritto Romano) furono presenti sui banchi di scuola, come fossero libri
di testo, per almeno tre secoli. La Repubblica se ne giovava e cresceva, a quei tempi.

“Le leggi sono come le ragnatele: i potenti le infrangono e i deboli vi restano impigliati”.

No, neppure questa è una frase detta o scritta nei nostri giorni a seguito di dubbie vicende giudiziarie. È una massima di Solone, filosofo, poeta e giurista greco del VI secolo avanti Cristo.

I secoli passano, i millenni. Ma l’uomo non cambia. È sempre uguale a se stesso. Con, ogni tanto, qualche leggero miglioramento, contingente, precario. Per poi ripiombare perentoriamente nelle spesse tenebre dell’ignoranza, della schiavitù, della superstizione e della tirannia.

Oggi, il cosiddetto processo breve, credo, farà sì che i ricchi e potenti, pagando avvocati e opinione pubblica, sfuggiranno ancora meglio alla legge, arrivando più facilmente alla prescrizione. I poveri cristi andranno, come e più del solito, a intasare le patrie galere.

Un commento

  • claudia montanari scrive:

    che dire? amara constatazione…
    quale speranza resta? informarsi … informare..
    restare “svegli”…
    che tristezza… e senso di impotenza.
    Ciao lux
    Cla

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