Oltre la Cenere, un romanzo per ricordare
Scritto da Simona del Gran Mastro il 28 gennaio 2010
In occasione della Giornata della Memoria, presentiamo il romanzo Oltre la Cenere, scritto dai torinesi Monica Dogliani e Andrea Ronchetti e pubblicato dalla PDC Editori.
“Nathan con il tempo aveva sempre avuto un rapporto strano. Le lancette che scandivano la sua giornata nella vecchia bottega di Łódź s’incrociavano in un ticchettio continuo che presto cessò, quando una scritta a vernice fresca, “Juden”, s’impossessò della sua vetrina”. Una parola che cambia il destino! Nathan è uno dei personaggi che riempiono le oltre 400 pagine del romanzo Oltre la Cenere, scritto a quattro mani da Monica Dogliani e Andrea Ronchetti e pubblicato dalla Casa Editrice ascolana PDC Editori.
Nathan è un orologiaio che, un po’ per diletto, un po’ per necessità, si diverte ad animare le feste dei bambini vestendosi da clown. Ed è proprio tornando a casa da una delle sue serate, che viene fermato dai soldati, scaraventato dentro un treno merci insieme ad altri sfortunati e condotto ad Auschwitz. Ironicamente, quasi a volersi beffare della morte che, subdola, si muove tra le baracche del campo o che sbuffa fuori dai camini sotto forma di cenere, Nathan fa il suo ingresso ad Auschwitz truccato da clown. Ed è proprio l’ironia, su lezione della “Vita è Bella” di Benigni, che serpeggia per tutto il romanzo e lo caratterizza.
La storia abbraccia un arco di tempo che va dall’agosto del 1944 al 27 gennaio 1955, decimo anniversario dall’apertura dei cancelli di Auschwitz-Birkenau. È divisa in due parti: nella prima viene narrata la vita nel campo, le torture, gli esperimenti su cavie umane, l’amicizia tra i prigionieri, la paura, l’odore della morte; la seconda parte è incentrata nel decennio post-guerra e soprattutto prende in esame la cosiddetta “via dei topi”, la rete di protezione che ha permesso a numerosi esponenti delle SS di fuggire dalla Germania per evitare la morte.
Il romanzo intreccia le vite di personaggi realmente esistiti con quelle di personaggi frutto della fantasia degli autori. Ne escono fuori storie vere e verosimili che catturano il lettore e lo appassionano, lo sconvolgono e ma riescono anche a strappargli un sorriso. Nathan è il protagonista indiscusso, l’ago della bilancia tra i carnefici e le vittime, colui che è riuscito a non farsi travolgere dalla disumanità del lager, mantenendo salda la sua identità di uomo.
Oltre la Cenere è un romanzo di denuncia delle atrocità a cui furono soggetti i detenuti nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale, è anche un romanzo di speranza perché racconta di chi ce l’ha fatta, di chi è riuscito a non soccombere alla bestialità umana, è un romanzo emozionale ed emozionante che in chiave diversa affronta un tema più volte trattato, ma che riesce sempre a turbare profondamente gli animi.
“…in pieno inverno, tra la neve e il gelo, alcune farfalle uscirono dal camino e volarono verso l’infinito. Una danza di ali variopinte vibrò per sempre nel cielo dei vivi”.
Parole di speranza chiudono il romanzo: i corpi che dieci anni prima volavano via dal camino sotto forma di cenere, hanno lasciato il posto a farfalle dalle ali variopinte che colorano di vita il cielo grigio sopra Auschwitz.
4 commenti
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Ho terminato da pochi giorni la lettura di Oltre la Cenere e pagina dopo pagina il romanzo è riuscito a inserirmi nel contesto storico in cui è ambientato e a darmi dei dati di riflessione che ritengo importanti per le nuove generazioni.
Congratulazioni e che il libro possa ricevere il giusto successo.
Paola Rubino
Un romanzo che insegna qualcosa.
L’emozione trascina dalle prime pagine per giungere in un finale di speranza. Un complimento agli autori.
Marcella