Al di là di tutte le divisioni, la vera unità d’Italia esiste.

C’è un punto, in effetti, nel quale si ritrovano tutti gli italiani, vecchi e giovani, di destra e di sinistra, uomini e donne: la morale sessuale.

L’otto marzo, nel salotto di Lilli Gruber Otto e Mezzo, c’erano la trans Efe Bal, il regista Giovanni Veronesi e la manager americana Avivah Wittenberg-Cox. Ebbene, si è avuta chiara la sensazione che l’unica ad avere le idee chiare e pulite era proprio la trans.

Lilli Gruber le chiedeva con insistenza perché gli uomini dovrebbero preferire lei alla propria moglie. E glielo chiedeva con un sorrisetto ebete e ironico, da moralizzatrice dell’ultim’ora. La trans le rispondeva con garbo, ma sotto sotto si capiva che avrebbe voluto dirle: guarda che molto probabilmente mentre tu sei qui con i tuoi ospiti, il tuo uomo è in compagnia di una delle mie colleghe, e quindi potresti chiederlo a lui. Veronesi, poi, è intervenuto due o tre volte, solo per fare battutine tristi e sciocche, come i suoi film, del resto. L’americana, infine, ha detto un cumulo di banalità e luoghi comuni del tipo: bisogna costruire una società che tenga conto sia degli uomini sia delle donne. Veramente geniale!

Insomma, si è capito bene che quando si parla di comportamenti sessuali l’intelligenza di tutti finisce nella spazzatura. (E allora verrebbe da chiedersi: è vera intelligenza?) Prevalgono, come macigni, tutti i possibili stereotipi e tabù, che non sarebbe esagerato definire medievali. L’altra sera Efe Bal, oltre a essere naturalmente di gran lunga la più bella, non solo nel fisico ma anche e soprattutto nell’anima, sembrava Einstein rispetto ai suoi interlocutori. La progressista Lilli Gruber, che anni fa si fece fotografare nuda su una barca per far parlare di sé, risentendosi poi, nel più classico dei cliché, per la violazione della privacy, ora non capisce, o finge di non capire, perché gli uomini siano attratti dalle trans. Veronesi e la Cox si rifugiano dietro battutine e banalità varie. Rappresentano l’attuale scenario nazionale, desolante, fatto di ipocrisia, paura, perbenismo e stupidità.

In occasioni come questa, mi torna in mente una cosa che mi confessò il regista Silvano Agosti. Gli sarebbe piaciuto girare un film, senza essere visto, tipo candid camera, nelle camere da letto degli italiani. Ne uscirebbe, mi disse, un materiale sconvolgente. Aveva proprio ragione. Io aggiungerei che a quelle immagini si potrebbe accompagnare l’audio di tutte le sciocchezze sul sesso e sull’amore che vengono dette e ripetute ogni giorno, nei salotti televisivi come tra la gente comune. Ne uscirebbe un blob da tenersi la pancia per le risate.

Un commento

  • toni scrive:

    trovo l’articolo molto bello perche’ ritengo che efe bal sia una bella persona sia nell’animo che nel fisico. di lei mi piace molto la sincerita

Lascia un Commento

Prima di inserire il tuo commento verifica che sia attinente all'articolo e non abbia fini pubblicitari.
Tutti i commenti sono preventivamente moderati dalla nostra redazione.