“Le poete sono maestre”: a Pesaro, incontri di poesia al femminile
Scritto da Simona del Gran Mastro il 23 marzo 2010
La ricerca della felicità e il sapore della libertà, calate nella vita quotidiana di donne-poete: l’Associazione culturale e politica Casa delle Donne di Pesaro ha organizzato un ciclo d’incontri, dal 27 marzo all’8 maggio 2010, che porta il titolo di “Le poete sono maestre”. Gli incontri si terranno presso la sede stessa dell’Associazione in via Martini 27, a Pesaro.
L’interessante calendario prevede quattro pomeriggi che si apriranno sabato 27 marzo alle ore 17.30, con la poetessa urbinate Maria Lenti, per poi proseguire il 10 aprile con gli interventi di Loredana Magazzeni e Anna Zoli, entrambe appartenenti al Gruppo di Poesia ’98 di Bologna; il 17 aprile sarà la volta di Maria Laura Antonellini e Miriam Collinelli, poetesse della Società poetica “Arte della Lingua Materna” di Ravenna. Gli incontri termineranno l’8 maggio con Lisabetta Serra e Milena Nicolini, attive nel Gruppo Donne di Poesia di Modena.
Una realtà tutta al femminile per discutere di poesia femminile e femminista.
Gli incontri parleranno di viaggi, quelli intrapresi dalle poetesse verso la libertà, di quando questi viaggi sono iniziati, di cosa si è presentato lungo il cammino e della meta prefissata.
La poesia come forma di espressione dell’io: la musicalità della metrica e della rima hanno funzionato da strumento, nelle nostre poete, per reinventare sé stesse e il mondo.
L’Associazione Casa delle Donne di Pesaro le ha invitate per parlare appunto di questo loro viaggio, ancora in itinere. Ognuna di loro ha intrapreso percorsi diversi: qualcuna parlerà di gioco misterioso, qualcun’altra di necessità di partire, ma tutte dimostreranno l’accattivante vitalità che la poesia delle donne esprime.
Ma cosa ha di diverso la poesia femminile da quella maschile?
Il bello della poesia delle donne è che è tanto eterea quanto terrena. Maria Lenti, Loredana Magazzeni, Anna Zoli, Maria Laura Antonellini, Miriam Collinelli, Lisabetta Serra e Milena Nicolini, nei loro versi, parlano di libertà, di felicità, di bellezza; ma tutto questo non rimane a un livello di trascendenza, a un iperuranio lontano, a un mondo delle idee “belle e irraggiungibili”. Tradizionalmente la donna è legata alla casa e alla tavola, per questo i versi delle “nostre” poetesse discendono dal mondo ideale per posarsi a terra e insegnano, attraverso le esperienze dirette, che è possibile reinventarsi e reinventare il mondo tutto intorno.
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