“Balkans in Ankon”, quando l’arte unisce

L’Associazione Atopos di Ancona organizza “Balkans in Ankon”, rassegna di artisti provenienti dall’altra parte dell’Adriatico

Atopos: atopos, “senza luogo”.

Il termine viene usato per la prima volta in riferimento a Socrate, lo straniero per eccellenza della polis greca. Più tardi assume la connotazione negativa di “sgradevole” e “imprevisto”.

Atopos è anche il nome dell’Associazione anconetana che opera dal 2007 allo scopo di creare un ponte tra culture apparentemente lontane e “straniere”, utilizzando l’arte come mezzo di unione.

Dal 17 al 26 aprile, la città di Ancona ospiterà cinque artisti provenienti dai Balcani, in occasione della rassegna “Balkans in Ankon”. Blerta Kambo (Albania), Drazen Grujic (Bosnia Herzegovina), Laurentiu Stoica (Romania), Milica Milosevic (Serbia), Mitko Gogov (Macedonia) sono i cinque artisti, tutti di età inferiore a 29 anni, che trasformeranno Ancona in un centro di sperimentazione d’arte visiva.

Nella realizzazione della rassegna, l’Associazione Atopos ha avuto il contributo dell’Assessorato alla Cultura del comune di Ancona, la Galleria 400metriquadri, il Centro di design Poliarte, la bottega Librare, l’Istituto d’Arte Mannucci, il collettivo teatrale Un Ponte tra Culture e la comunità artistica del capoluogo marchigiano.

Il primo appuntamento è il 17 aprile alle ore 18 con l’inaugurazione della mostra interattiva “Balkans in Ankon”, presso la Galleria 400metriquadri (Via Magenta, 15). Il giorno dopo 18 aprile, sempre alle ore 18, la bottega di rilegatoria Librare (Via San Pietro, 9) ospiterà un crossreading in cui verranno letti in lingua originale testi albanesi, macedoni, serbi, croati e bosniaci. Il 21 aprile è la volta del workshop creativo presso il Centro Poliarte. Assolutamente da non perdere è “What is Atopos?” del 23 aprile, una performance collettiva urbana in cui gli artisti si approprieranno di Corso Garibaldi e Piazza Cavour per esporre delle loro installazioni realizzate insieme all’Istituto d’Arte Mannucci.

Un’agenda fitta di impegni, non con il solo scopo di poter godere di esempi di arte “straniera”. La rassegna “Balkans in Ankon” si pone l’ambizioso fine di unire, attraverso il ponte della creatività, le coste est ed ovest dell’Adriatico e ricontestualizzare in chiave positiva il termine “atopos”.

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