1910-2010, Marino Piazzolla a cent’anni dalla nascita

Convegno all’Università di Urbino sulla figura di Marino Piazzolla, illustre dimenticato della poesia italiana

Marino Piazzolla

Sottovalutato dalla critica e grande assente nelle importanti antologie, Marino Piazzolla rivive in un Convegno presso l’Università “Carlo Bo” di Urbino.

Poeta, critico, filosofo e pittore, nasce a San Ferdinando di Puglia nel 1910, muore a Roma nel 1985. Si forma in Francia, dove entra in contatto con artisti del calibro di Marinetti, Lionello Fiumi, André Gide e Paul Valéry. Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, lascia Parigi per Roma. Qui riprende a scrivere in italiano e conosce Vincenzo Cardarelli.

Piazzolla vanta una poetica originalissima e un percorso letterario non sempre compreso e accettato. La sua poesia ha fuggito ogni condizionamento o corrente artistica, opponendosi al Neorealismo e al Neo-sperimentalismo, come pure all’Ermetismo e alla poesia ungarettiana in particolare.

Mario Luzi dice di lui e della sua poetica: “Quando l’emozione è integrale, e le parole pescano nel fondo, allora succede che la poesia parte dallo zero e termina sullo zero, come se nessun altra l’avesse mai preceduta e nessun altra potesse conseguirne. Presa di coscienza, dunque a parte auctoris, di una condizione di pienezza e unicità che può trovare riscontro in casi privilegiati e felici, anche a parte lectoris…”.

In occasione del centenario della nascita, la Fondazione “Marino Piazzolla” di Roma e il Dipartimento di Letterature Moderne e Scienze Filologico-Linguistiche dell’Università degli Studi di Urbino, hanno organizzato un Convegno di studi sulla figura del poeta.

Gli incontri si apriranno martedì 20 aprile alle ore 16 presso l’Aula del Parnaso di Palazzo Veterani a Urbino. Dopo il saluto delle Autorità Accademiche e di Velio Carratoni, Presidente della Fondazione Piazzolla, interverranno Ignazio Delogu, Gualtiero De Santi, Teresa Ferri e Mirco Ballabene, che disquisiranno sul poemetto dell’autore “Lettere della sposa demente” e sulle tematiche da esso estrapolate.

La sera, alle ore 22, presso la sede del Portico, si potrà assistere a un recital di testi piazzolliani ad opera di Donatella Marchi e Roberto Rossini.

Mercoledì 21 aprile, il Convegno si aprirà alle 9.30 con Maria Lenti, Antonella Calzolari, Marcello Verdenelli, Matteo Martelli e Gian Paolo Vincenzi che discuteranno sulla teoria della poesia di Piazzolla, sul Piazzolla critico e sulla traducibilità dell’autore.

Il Convegno avrà termine nel pomeriggio di mercoledì quando, a partire dalle ore 16 si alterneranno Manuel Cohen, Gonzalo Vázquez Pereira, Valeria Capossela, Adina Jega ed Emanuela Petrosillo. La loro discussione verrà intervallata da letture di testi piazzolliani nelle versioni inglese, francese, rumena e greca.

Piazzolla è autore di libri sorprendenti, tra i quali è importante citare oltre a “Lettere della sposa demente”, del 1952, anche “I detti immemorabili di R. M. Ratti”, del 1965 e “Hudèmata”, postumo del 2006. Già in parte dai titoli è possibile farsi un’idea della poetica dell’autore. Per Piazzolla il lavoro del poeta è quello di rivalutazione del soggettivo. La soggettività è sinonimo di creatività nella sua poesia, che si presenta come connubio di opposti: fisico e metafisico, musica degli strumenti umani e musica della natura, terrestre e cosmico.

Comitato scientifico del Convegno:

  • Giorgio Bárberi Squarotti
  • Velio Carratoni
  • Gemma Forti

Comitato organizzatore:

  • Gualtiero De Santi
  • Emiliano Alessandroni
  • Valeria Capossela
  • Matteo Martelli

Recapiti telefonici:

  • 349-4702041
  • 0722-305651
  • 0722-303350

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