L’ironia pirandelliana analizza il presente: “Così è (se vi pare)” al Teatro di Offida
Scritto da Simona del Gran Mastro il 21 aprile 2010
La compagnia Teatri d’Abruzzo, sabato 24 aprile, andrà in scena al Teatro del Serpente Aureo di Offida con “Così è (se vi pare)” di Pirandello
Sono strani i componenti della famiglia Ponza. C’è la madre della signora Ponza, la signora Frola che comunica con la figlia tramite dei bigliettini scambiati per mezzo di un cestino calato dalla finestra. Non può entrare a casa della figlia per farle visita perché suo genero, il signor Ponza, avendo perso tutti i suoi parenti in seguito a un terremoto, nutre un amore ossessivo verso la moglie, impedendole di uscire di casa e frequentare persino la madre.
Dal canto suo il signor Ponza sostiene che la signora Frola sia impazzita dopo la morte della figlia, per questo, per non turbare ulteriormente il delicato equilibrio della donna, le lascia credere che la sua attuale moglie sia sua figlia, ma impedisce che le due si incontrino.
In “Così è (se vi pare)”, commedia tratta dalla novella “La signora Frola e il signor Ponza, suo genero”, il genio pirandelliano ironizza sull’impossibilità di essere se stessi e di avere una visione unica della realtà. L’uomo di Pirandello non ha una essenza unica, ma assume tanti ruoli e tante maschere quante sono le persone che lo vedono.
Dice Lamberto Laudisi, uno dei personaggi della commedia: “Io sono realmente come mi vede lei. Ma ciò non toglie, cara signora mia, che io non sia anche realmente come mi vede suo marito, mia sorella, mia nipote e la signora qua… Vi vedo affannati a cercare di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per se stessi fossero così o così”.
L’eterna lotta tra essere e apparire, lo spaesamento per la mancanza di punti fermi, la fragile solidità delle certezze, la ricerca di un equilibrio esistenziale, la presunta pazzia sono tutti elementi che andranno in scena al Teatro Serpente Aureo di Offida, sabato 24 aprile alle 21.00. Teatri d’Abruzzo, rete formata dalle compagnie Lanciavicchio (Avezzano), Teatro del Paradosso (Loreto Aprutino) e Terrateatro (Giulianova), diretti dalla regia di Antonio Silvagni, proporranno un originale allestimento della commedia di Pirandello. Un salto indietro nel passato dei primi del ’900 per riflettere sul presente.
È da poco passato il primo anniversario del terremoto dell’Aquila e il regista, in questo suo riadattamento del testo pirandelliano, ha voluto rilasciare un’analisi critica sull’impertinente intrusione dei mass media nella realtà quotidiana, sull’alterazione e offuscamento della verità a discapito di chi è alla ricerca di una ricostruzione di un proprio equilibrio.
Traendo spunto dal terremoto del 1915 nella Marsica, che nell’opera di Pirandello diventa un pretesto per azzerare certezze e innescare la critica nei confronti di false sicurezze, Teatri d’Abruzzo fa dell’espediente “terremoto” un punto di partenza per la ricerca di nuove identità e verità, uno stravolgimento da cui ripartire rinnovati, propositivi e ottimisti, un’araba fenice che, come tradizione vuole, risorge dalle sue ceneri.
- Produzione: Teatri d’Abruzzo.
- Con: Cristina Cartone, Tommaso Di Giorgio, Stefania Evandro, Federica Nobilio, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio, Ottaviano Taddei, Giacomo Vallozza.
- Regia: Antonio Silvagni
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