Other Signs, Other Circles: la poesia di Annamaria Ferramosca

signs Annamaria Ferramosca

È da poco uscito per i tipi della Chelsea Editions (New York) un libro antologico della poetessa Annamaria Ferramosca. Tradotto in lingua inglese da Anamaría Crowe Serrano, fa parte della collana Contemporary Italian Poets in Translation. 

Fiducia nella parola: questo sembra essere il punto di partenza per l’avventura poetica dell’autrice, pugliese di origine, romana di adozione. Solo la parola (scritta su carta, incisa nella roccia o declamata a voce alta) può avvicinare le persone e i popoli fra di loro, può mescolare le culture, può pacificare le coscienze.

NEMMENO FOSSI AD ALCATRAZ

segregata – è in Roma babelica

che vivo, immersa nella calca –

mai avrei pensato di dipendere

così dalle parole, più da quelle

incorporee, che arrivano

improvvise al telefono, così dense

che intravedo lo sguardo

di chi parla scrutarmi ad ogni sillaba

poi da quelle

che piombano sul monitor

fibrillandomi in petto

aperto un sipario di terra assolata

– i pochi angoli d’ombra, in tumulto –

Spiarne i dettagli è sopravvivere

allo stupore dell’origine

come in estate festeggiare il raccolto

sull’aia antica – il cielo aveva lampi –

È qui che si nasconde l’angelo

quel che mi resta di anima

 

YOU’D THINK I WAS IN ALCATRAZ

segregated – though I live in the babel of Rome

immersed in crowds –

I’d never have expected to depend

on words like this, mostly on those

disembodied ones that come

unexpectedly over the phone, so intense

I can make out the speaker’s gaze

scrutinizing my every syllable

 

then on those

that tumble into the monitor

fibrillating my heart

a curtain opening on to sun-drenched earth

– the few corners of shade, in turmoil –

 

Spying the details is how to survive

the wonder of the beginning

like when we’d celebrate the summer harvest

at the old farmyard – the sky lit by lightning –

 

This is where angels are hiding

where you’ll find what’s left of my spirit

Un commento

  • annamaria ferramosca scrive:

    Grazie, Lucilio, per aver voluto dilatare questa mia fiducia nella parola. incrollabile, ora anche nella tua maglia di rete. un caro saluto
    Annamaria Ferramosca

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