Tiziana De Angelis: Una “Mistura de Raça” tra Italia e Brasile

È uscito l’ultimo disco di Tiziana De Angelis, “Mistura de Raça”, dedicato “a chi sa di avere in sé tutti i colori del mondo”

Nel pomeriggio di venerdì 21 maggio, presso la Biblioteca comunale G. Lesca di San Benedetto del Tronto, Tiziana De Angelis, musicista e attrice abruzzese, ha presentato il suo nuovo disco “Mistura de Raça”, un lavoro che è frutto della profonda passione dell’autrice per la terra, la cultura e la musica brasiliane. L’incontro, organizzato dall’Associazione Culturale L’Onagro e diretto da Lucilio Santoni, rientra nella Rassegna “Libri e Libertà”.

La parola “mistura” (mescolanza, miscuglio) ha fatto da filo conduttore della presentazione.

Prima di tutto, il titolo del disco “Mistura de Raça” (Mescolanza di razza). Tiziana De Angelis ha puntualizzato che si parla di “razza” e non di “razze”, perché, come afferma anche il genetista Guido Barbujani nel suo libro “L’invenzione delle razze” da cui la De Angelis ha preso spunto, è indimostrabile che esistano razze distinte, la razza è una sola, quella umana.

Si è parlato di “mistura” tra musica e letteratura: il disco della De Angelis è una delle rarissime opere musicali in cui venga riportata una bibliografia e non una discografia nel booklet che accompagna il disco. La musicista ha confessato di avere molti debiti letterari; il più alto è con il romanzo “Teresa Batista stanca di guerra” dello scrittore brasiliano Jorge Amado. “Il romanzo della mia vita”, ha affermato; un romanzo in cui la protagonista Teresa diventa simbolo di quella forza misteriosa che appartiene a tutte le donne. Altro debito letterario è con il filosofo, saggista e glottologo bulgaro Tzvetan Todorov e il suo libro “La conquista dell’America” dove viene affrontato il tema della colonizzazione europea nel Sud America.

La musica stessa della De Angelis è una “mistura” di ritmi, suoni, rumori, poesie, autori, perché la musica brasiliana è un pozzo senza fondo di influenze, influssi e rimandi: in Brasile tutto è musica e tutto viene utilizzato per fare musica.

La copertina del disco presenta un’allegra “mistura” di colori: il rosso, l’azzurro e il giallo si confondono, si mescolano e si abbracciano in un gioco gioioso di sfumature. L’autrice ha spiegato che non sono colori scelti a caso, ma sono legati alle tre entità femminili sacre al Candomblé. Il Candomblé è la religione che gli schiavi africani portarono in Brasile quando vennero deportati; qui entrò in contatto con le culture india ed europea. Quindi, anche il Candomblé è una “mistura” di riti indigeni, credenze africane e Cristianesimo.

Altri elementi che si ritrovano nel disco sono: l’energia, il Sud e Bahia.

“Energia” è la traduzione italiana della parola portoghese che in Brasile usano per salutarsi: un augurio vigoroso e ottimista, bello da rivolgere a un’altra persona. Energiche sono soprattutto la musica e la danza brasiliane, dai suoni avvolgenti e dalle movenze sensuali.

Il Sud diviene elemento fondamentale, non solo perché il Brasile si trova al Sud, ma perché il Sud è simbolo di sofferenza e bellezza, rappresenta la terra, l’anima, l’amore, l’origine, il cuore. “Anche il Polo Nord si trova al Sud” dice l’autrice, “perché è al Sud del cielo!”.

Infine Bahia, luogo attorno al quale ruota tutto il disco. Per Tiziana De Angelis, Bahia è la radice del Brasile, il concentrato della sua essenza. Dal suo disco esce fuori l’immagine di una terra magica, accogliente e aperta al diverso.

Il disco, che può essere acquistato al prezzo di 10 euro, vede la collaborazione di grandi artisti quali: Roberto Taufic, Ninad Massimo Carrano, Mauro De Federicis, Renzo Riggieri e Gilson Silveira.

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